Presentazione workshop Suminagashi e Ebru

Varie | Martedì 9 gennaio, ore 18 | ingresso gratuito
ebru
Martedì 9 gennaio, h. 18

 

PRESENTAZIONE WORKSHOP SUMINAGASHI E EBRU

“Sumi” in giapponese significa inchiostro, mentre “nagashi” significa fluttuare, galleggiare. Quindi questa è la tecnica dell’inchiostro fluttuante! È una antica arte millenaria giapponese. È stato un gioco divinatorio alle corti imperiali, nei suoi disegni si interpretava il proprio futuro. Diventata una tecnica per decorare documenti rendendoli unici, venne adottata anche dai monaci zen per la meditazione attiva. Si utilizzano gli strumenti della calligrafia, detti “i quattro tesori”: Sumi, l’inchiostro. Suzuri, il calamaio in pietra. Fude, il pennello. Kami, la carta. Con brevi e semplici gesti si intinge l’inchiostro nell’acqua. Si creano macchie che diventano anelli e con soffi leggeri si fa vibrare la superficie dell’acqua, l’inchiostro inizia a fluttuare creando forme mutevoli e armoniose. Stabilita la forma che piace si appoggia un foglio di carta sul pelo dell’acqua e per magia l’inchiostro si trasferisce completamente sulla carta lasciando l’acqua pulita. Così si è formato il disegno Suminagashi.

EBRU, l'antica tecnica turca di marmorizzazione della carta La marmorizzazione è una tecnica di decorazione cromatica su carta che imita, riproducendone le chiazzature di colore, una superficie di marmo. Consiste nel porre un foglio di carta sulla superficie di un liquido appositamente preparato ed è resa possibile grazie alle proprietà di liquidi diversi insolubili l'uno nell'altro. Un gioco di colori, di pigmenti che abilmente condotti comporranno delle forme multicolori galleggianti sulla superficie dell'acqua gelatinosa, raccolte poi da un foglio di carta su cui si imprimeranno. Il vocabolo EBRU deriva dal ramo çağatay della lingua turca, nel quale assume il significato di nube, nuvola o simile ad una nuvola. Tecnica la cui origine si perde nella memoria. Se ne hanno tracce nell'antica Bukhara (attuale Uzbekistan), si diffonde attraverso la Via della Seta attraversando l'Iran, l'India e i Paesi Arabi. Nei paesi degli Ottomani viene utilizzato nei fogli delle guardie dei libri e nei cartoni rivesititi di carta chiamati: Murakka Kita.

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